Il Secondo Passo

la vita è una cosa seria che andrebbe presa un po' alla leggera

Lui, Carlo & L’ego 22 novembre 2009

Ringrazio Carlo Fath per aver parlato di me prima di me.

Non esistono case sufficientemente grandi,
da potere contenere tutte queste cianfrusaglie,
costruite, trasportate, comperate, rivendute.
Non mi interessano
telepromozioni di affaroni garantiti,
le vetrine di stilisti con le firme sui vestiti.

Non mi interessano i consigli per gli acquisti,
io mi diverto ad ascoltare i miei dischi;
Non mi interessano i bollini della spesa,
saranno anni che non vado più in chiesa.

Dove son finiti tutti quei mattoni colorati,
quanti menti son cresciute, quanti sogni irrealizzati.
Quando ero piccolo,
giorni interi trascorrevo a costruire con il Lego
e ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro…

Ora che sono diventato un adulto
non mi riesco più a guardare allo specchio,
della televisione proprio me ne frego
io mi diverto a costruire l’Ego.

Dimmi cos’è che non va,
con me stesso,
dimmi qual è il meccanismo che è rotto,
e dammi un ricambio perfetto
così la smetto:
la smetto di riflettere, di ragionare, di cercare di capire, il senso delle cose.

Non mi interessano i consigli per gli acquisti,
io mi diverto ad ascoltare i miei dischi;
non mi interessano i bollini della spesa,
saranno anni che non vado più in chiesa.

Ecco l’ennesimo spunto per pensare a quello che siamo di,

                                                                                                                     Alfred Julis Ayer

 

A Fabrizio De Andrè: “Ciao Poeta” 11 ottobre 2009

Filed under: Letterature — ajayer @ 12:32
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Appena scese alla stazione
nel paesino di San Vicario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”.

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.

Alla stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

Parole e musica di Fabrizio De Andrè, mio conterraneo di spirito, che solo in una città come Genova poteva trovare la forza per essere ‘Fabrizio De Andrè’. Non lo celebro in quanto “morto”, ma in quanto “poeta di un’avanguardia popolare”.
Si rifletta sul senso di questa mia ultima affermazione…
                                                                                                                            A.J.Ayer
 

Il mio Blog – introduzione al saggio 7 ottobre 2009

Blog non è solo “scrivere informazioni personali sul web“.

Questo nuovo veicolo testuale si diffonde a macchia d’olio nel canale mediatico del nuovo millennio: ‘internet’. Il suo successo si colloca da un lato nella libertà che accarezza il mondo del ‘nuovo’ media e dall’altro nell’impulso, tutto post “millennium bug“, di fiducia nei confronti della tecnolgia telematica.

Analizzeremo tutti i meccanismi, psicologici e tecnici, che hanno portato – secondo il mio punto di vista – alla nascita, alla diffusione, all’evoluzione del fenomeno “blog”;  riusciremo – almeno spero – ad individuare quali saranno le direzioni e le implicazioni di quest’ultimo nella società, nella cominicazione e nell’informazione. Tutto rigorosamente su un “blog”. 

                                                                                                                                         A.J.Ayer

 

La meta a metà – a Paul Bowles 17 maggio 2009

Paul Bowles Chi è Paul Bowles? Un uomo d’altri tempi? Uno scrittore? Un      compositore?

Paul nasce a New York il penultimo giorno dell’anno 1909; questo dice  già molto: appartiene infatti a una delle generazioni che ha vissuto  entrambe le guerre mondiali.

Fin da bambino mostra delle spiccate qualità artistiche accompagnate  a un interesse profondo, che Paul riuscirà a saziare prima alla  University of Virginia (1928) e, solo successivamente, a Parigi dove sì  recò in qualità di  collaboratore dell’Herald Tribune.

Nel 1931, quasi per caso, si vede costretto ad affrontare un viaggio a  Tangeri, dove deciderà di stabilirsi definitivamente insieme alla amata  moglie, la  scrittrice Jane Auer (sposata nel 1938), dal 1947.

Paul Bowles pubblica nel 1949 un romanzo che, a mio personale  avviso, si configura come uno dei capolavori del dopoguerra e sono presenti delle tematiche molti interessanti che riportano il lettore del terzo millennio a uno stato di maggior consapevolezza della propria natura umana; quasi a mostrare come la società moderna viva grazie e in funzione di alcuni generi di conforto, che non ci fanno pensare alla morte.

Essendo lontano dalle mie intenzioni rovinare il finale di una trama che io ritengo stepitosa mi soffermerò ad analizzare un aspetto illuminante di un’umanità in ‘delirio’ presente nel libro.

Bowles, si pone la questione del moderno (quasi odierno) dualismo tra turista e viaggiatore.

Chi è turista? Chi viaggiatore? Da una attenta analisi si deduce immediatamente che il confine è sottile ma facilmente delineabile nell’immaginario collettivo. Il viaggiatore porta con sè un’aura di avventura, di pericolo, di mistero che disegnano una figura selvaggia, poco urbana.

Il turista invece appare alla nostra immaginazione come uomo di mezz’età, in coda al check-in in un aereoporto, vestito con infradito, bermuda beige, camicia hawaiana, cappellino in testa e immancabile macchina fotografica al collo.

La realtà emotiva di questo dualismo è ben diversa: una definizione che mi piace abbastanza ma che spesso mi viene contestata fa riferimento al fatto che il turista è colui che quando parte per un viaggio cerca di portarsi dietro il mondo in cui vive, mentre il viaggiatore abbandona il mondo di tutti i giorni per lasciarsi rapire dal viaggio stesso.

Ma le variabili sono molte per stabilire delle differenze tra queste due “categorie umane”. Il viaggio è metafora della vita e noi tutti siamo spettatori paganti di questo spettacolo; ci resta ancora da scegliere se affrontare il viaggio della vita, la sua corsa, come turisti o come viaggiatori.

per voi…

                                                                                                                                                A.J. Ayer

 

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.